Quando parliamo di “stare bene” cosa intendiamo?
Spesso pensiamo a uno stato fisso: un’assenza totale di ansia, una calma incrollabile o la capacità di gestire sempre tutto senza mai piegarci.
In realtà, la salute mentale assomiglia molto di più a una finestra.
Durante la giornata ognuno di noi fluttua naturalmente all’interno di questa finestra di tolleranza (Siegel, 1999), muovendosi tra livelli di attivazione “alti”, quando ad esempio facciamo sport o partecipiamo a una conversazione, e “bassi” come quando ci rilassiamo o ascoltiamo musica distensiva.
In condizioni di sicurezza, ci muoviamo in una zona ottimale, in cui possiamo sperimentare ogni tipo di emozione (ansia, rabbia, tristezza, felicità) in modo sostenibile.
Al contrario, quando ci sentiamo in pericolo possiamo superare verso l’alto o verso il basso i confini di questa finestra, sentendoci “fuori controllo” (ira, terrore, panico), pronti a scappare o combattere, oppure sperimentando impotenza, immersi in una sensazione di appiattimento.
Sebbene l’obiettivo del nostro sistema sia quello di scegliere la risposta migliore alla situazione, trovarci oltre la soglia si accompagna molte volte a uno stato di profondo malessere.
La nostra finestra di tolleranza, tuttavia, non ha una grandezza fissa, ma varia continuamente.
Ad esempio, in un bambino piccolo la dimensione è ridotta, qualunque stimolo percepito come eccessivo lo porterà a uscire dalla finestra. Con uno sviluppo equilibrato, potrà apprendere valide strategie per ampliarla, così da reggere sbalzi emotivi e gestire la frustrazione in modo funzionale.
In età adulta periodi di stress prolungato, la fatica accumulata, esperienze traumatiche o carichi emotivi eccessivi restringono il margine della nostra finestra. Ora, anche l’evento più piccolo o insignificante può avere un impatto notevole sulla regolazione delle nostre emozioni.
La domanda da porsi non è “Perché non riesco a gestire tutto?”, ma piuttosto:
👉 “Quanto è ampia la mia finestra in questo periodo, e di cosa ho davvero bisogno per tornare a sentirmi al sicuro al suo interno?”
Aumentare gradualmente il margine di tolleranza è un processo dinamico, che passa attraverso la consapevolezza dei segnali del corpo, l’apprendimento di strategie di autoregolazione, la presenza di relazioni sicure e, quando serve, un percorso terapeutico per elaborare i nodi che continuano a mantenere la finestra ristretta.
🌱 “Tra lo stimolo e la risposta c’è uno spazio. In quello spazio risiede il nostro potere di scegliere la nostra risposta. E nella nostra risposta si trovano la nostra crescita e la nostra libertà.”— Viktor Frankl

